Grazie alla sempre maggiore popolarità dello snorkeling, la maggior parte delle persone ha familiarità con le barriere coralline superficiali ma non tutti sono a conoscenza del fatto che esistono anche barriere che prosperano al di sotto della zona raggiunta dal sole.

Questi coralli di profondità continuano ad essere un mistero, di cui si sa ancora poco: maturano lentamente in acque gelide sottoposte ad un’enorme pressione, e possono vivere molto a lungo, fino a cinquemila anni, secondo alcune stime.

Non stupisce quindi il fatto che nel Mediterraneo ci sono banchi coralliferi che crescono ininterrottamente da 400.000 anni. In assenza di luce solare, i coralli si nutrono di organismi microscopici (zooplancton e fitoplancton) e di materia organica particolata derivante da piante e animali in decomposizione. Per raccogliere quest’abbondanza di cibo, i coralli di profondità formano fragili e meravigliose strutture di fronde e ramoscelli che setacciano le correnti in cerca di nutrimento e ossigeno.

Di conseguenza, le barriere coralline batipelagiche (piumate e aperte a ventaglio) sembrano foreste sottomarine.

Oggi si spendono miliardi per mandare razzi nello spazio, ma ci sono così tanti misteri ancora inesplorati qui sulla Terra. Soprattutto sott’acqua, dove solo il venti per cento del fondale oceanico è stato mappato, e pure a bassa risoluzione. Quando si tratta di raggiungere un livello di definizione sufficiente per individuare oggetti grandi come relitti aerei, la percentuale scende a un misero 0,05 per cento…vuol dire che quasi tutto il fondale oceanico resta inesplorato. Questa dovrebbe essere la nostra sfida più grande. Il futuro dell’umanità non verrà scoperto sulla superficie di Marte, ma in quel 99,9 per cento di oceani terrestri di cui non sappiamo ancora niente, e che stiamo trascurando a nostro rischio e pericolo. Gli oceani sono il nostro paniere, il nostro parco giochi, persino la nostra farmacia. Ma soprattutto, sono i veri polmoni della Terra, visto che producono l’ottanta per cento dell’ossigeno mondiale e consumano il venticinque per cento dell’anidride carbonica. Se anche solo un quarto degli oceani sparisse, la maggior parte delle forme di vita sulla Terra morirebbe. Nessuno sa con certezza cosa ci sia laggiù e ogni giorno vengono fatte nuove scoperte. I calamari giganti ad esempio erano considerati delle creature mitiche, finché alcuni esemplari non si sono arenati su diverse spiagge del mondo.

Ci sono oasi meravigliose che prosperano negli abissi senza sole.

Fino ad oggi non sono mai state trovate formazioni corallifere a più di dieci chilometri di profondità, ma abbiamo appena iniziato a cercarle e, da un punto di vista puramente biologico, potrebbero essercene anche a quelle profondità estreme.

 

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Foto corallo di profondità sotto licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

Foto calamaro gigante di NTNU Vitenskapsmuseet sotto licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic