Per definizione un “cacciatore di tesori” è una persona dedita alla ricerca di beni di valore nascosti , come relitti sommersi, reliquie storiche, metalli preziosi o oggetti d’antiquariato. Molte persone credono che andare alla ricerca di un tesoro perduto sia un’avventura entusiasmante, ma la verità è che la ricerca in sé è la noia fatta persona. Prendiamo in considerazione la più classica tra la ricerca di tesori, quella in mare. Abbiamo cartografato e fotografato quasi ogni centimetro quadrato della Luna, ma abbiamo visto meno dell’uno per cento di ciò che è nascosto sotto le acque. Così ti ritrovi a ballonzolare fra le onde su una barca dall’alba al tramonto, a sfinirti di sudore in un clima umido mentre ti sforzi di vincere la noia.
Eppure, quando sul sonar o gli altri strumenti di bordo compare un’immagine e ti rendi conto che hai incontrato un’anomalia o qualcosa che assomiglia a quello che stai cercando, l’attesa si fa palpitante e il sangue, il sudore, le lacrime e le spese sono dimenticati. Ti senti pervaso da una sensazione di trionfo che è meglio del sesso. Bè, forse meglio del sesso no, ma quasi. Coloro che cercano tesori perduti e occasionalmente trovano qualcosa possono essere chiamati in vari modi: avventurieri, oceanografi, archeologi marini, cacciatori di tesori, tutti, per un motivo o per l’altro, vanno alla ricerca di qualcosa scomparso nell’ignoto. Qualche volta hanno successo. Molto più spesso no, perché le probabilità sono contro di loro. Ma finché vi sarà quest’insaziabile curiosità, vedremo emergere sempre nuove scoperte. Il fascino dei relitti subacquei è come il canto di una sirena. Vi sono letteralmente milioni di navi affondate.
Il Mediterraneo ne è costellato; antichi relitti giacciono di sicuro addirittura sotto il limo del Nilo in Egitto. E tutti hanno una storia da raccontare. La cosa curiosa e divertente è che dopo l’affondamento di una nave, si tratti di un rimorchiatore o di un transatlantico di linea, corre sempre voce che a bordo, da qualche parte, si trovavano centinaia di dollari in contanti. Vent’anni dopo le voci parlano di migliaia di dollari in argento. A cent’anni di distanza il tesoro è salito a un milione in oro. Dopo duecento anni le squadre di recupero e i cacciatori di tesori giurano che a bordo c’erano dieci tonnellate d’oro e sacchi di pietre preziose, per un valore complessivo non inferiore al mezzo miliardo di dollari. Questa è la magia affascinante dei tesori. La realtà è che, nonostante gli occasionali grossi successi, si gettano in mare più quattrini alla ricerca di ricchezze di quanti ne siano mai stati recuperati. Le spese sono sempre importanti in qualsiasi spedizione. Ma se la ricerca non è troppo complicata e può essere effettuata in modo semplice, i costi rimangono bassi. Nonostante quello che raccontano gli scrittori di narrativa, è raro che la ricerca di tesori storici sia pericolosa, e fin troppo spesso come abbiamo già detto è particolarmente noiosa, ma è pur sempre un’avventura che può appassionare chi vi si applica con dedizione, oppure famiglie che vogliono divertirsi il fine settimana.
Le scoperte possono essere fatte ovunque, addirittura a pochi passi dal vostro giardino. Rimarreste sorpresi nel sapere quanti luoghi storici sono stati dimenticati perché nessuno si è mai preso la briga di andare a cercarli. La verità, è che quando per ognuno di noi calerà il sipario, le sole cose che rimpiangeremo saranno quelle che non abbiamo fatto. Quindi non mi resta che augurare buona fortuna, la migliore possibile, a tutti coloro che vanno alla ricerca di oggetti storici perduti. Sono là fuori e ci chiamano con un sussurro.

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