Proviamo a fare un salto nel tempo con la nostra fantasia e immaginiamo di essere ritornati nel periodo natalizio, pronti ad immergerci in una delle feste più amate da tutti. Fiocchi grandi come farfalle bianche cadono dal cielo e le bancarelle dei mercatini di Natale affollano le varie piazze da inizio dicembre fino all’epifania, vendendo deliziose marmellate, Wurstel con la senape, bollente vino speziato, biscotti allo zenzero e fette di torta.

Perché vi sto raccontando tutto questo? Perché state per scoprire le vere origini della figura principale del Natale: Babbo Natale.

Tanto tempo fa, a Myra, città della Licia, nell’odierna Turchia, provincia dell’impero bizantino, un uomo aveva tre figlie. Quest’uomo era un ubriacone e un violento e non passava giorno che non finisse per annegare la propria frustrazione nel vino. Sua moglie era morta qualche tempo prima ed egli non era più riuscito a ritrovare se stesso. A causa della sua inettitudine, le tre fanciulle non avevano di che vivere. Per via della loro povertà, non potevano nemmeno sperare di trovare un marito, poiché non avevano nulla da offrire, nemmeno un soldo per dote. Il padre pensò allora di farle prostituire. Erano belle e con un pò di fortuna avrebbero potuto fruttargli un bel gruzzolo. Ma le ragazze non volevano ed egli le picchiava nella speranza di riuscire ad obbligarle, anche terrorizzandole. Si lamentava di quanto fossero la sua maledizione per il fatto che si ostinavano a non voler dare se stesse in cambio del denaro necessario alla famiglia. Un giorno, Nicola, vescovo della città, venne a conoscenza di questa situazione.

Nicola pensò a lungo a come risolvere quel dilemma. Fino a quando non escogitò uno stratagemma: si sarebbe occupato lui delle tre fanciulle. Così, una notte d’inverno, vestito d’un lungo mantello bordato di pelliccia, si recò presso la casa del padre degenerato. La notte era fredda e la neve turbinava nel vento fischiante. Nessuno avrebbe potuto riconoscerlo se non per la lunga barba bianca che si poteva distinguere anche sotto il cappuccio calcato sul capo. Giunto di fronte alla porta della piccola catapecchia, Nicola armeggiò sulla serratura della porta e in silenzio penetrò nella casa. Una volta entrato, da sotto il mantello prese tre grandi borse tintinnanti. Ciascuna di esse conteneva cento monete d’oro. Era abbastanza da permettere a ciascuna delle tre figlie di trovare un ottimo partito. Lasciò le borse sull’impiantito della casetta, in un angolo, non troppo distante dal focolare presso il quale dormiva il padre, russando profondamente per via del vinaccio ingurgitato. Le fanciulle, che nel frattempo dormivano in un grande letto sgangherato, nell’unica camera che avevano a disposizione, si svegliarono il mattino dopo e, alla vista delle tre borse, rimasero interdette. Quale non fu la loro meraviglia quando, aprendole, si accorsero che erano colme di monete d’oro.

Il padre rimase senza parole, come e più delle tre fanciulle, che tempo dopo sposarono tre uomini che le amarono per quello che erano e rimasero al loro fianco fino alla fine dei giorni che Dio concesse loro in questo mondo. Nicola di Myra alla sua morte venne fatto santo, divenendo il protettore delle prostitute ma soprattutto divenendo famoso per essere colui che porta i doni di notte. Le sue reliquie furono portate a Bari nel 1087, città di cui è patrono, e col tempo la figura del vescovo si è poi trasformata in Santa Claus.

 

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